Temi: famiglia

Maria Montessori e i principi cardine del suo metodo

Maria Montessori: lo scienziato genio e il suo metodo

 

Maria Montessori era uno scienziato genio: la definizione non è mia ma di Lidia Celi, donna meravigliosa, insegnante, formatrice e direttrice del Centro Educativo Maria Montessori di Roma e allieva prima e collaboratrice poi di una delle fondatrici del Centro Nascita Montessori, Adele Costa Gnocchi. Aver avuto la possibilità di parlare con lei prima che venisse a mancare qualche mese fa è stato per me un grande regalo.

A Maria Montessori mi sono avvicinata per caso: il mio primo bimbo aveva iniziato la scuola materna in modo tradizionale, ma le cose iniziarono subito ad andare male. Mio figlio voleva scegliere le attività da fare, nella scuola tradizionale gli venivano imposti ritmi e attività e lui andò in profonda crisi, tanto da iniziare ad ammalarsi in modo ricorrente, lui che era un bimbo che non si ammalava praticamente mai, e a rifiutare anche di imboccare la strada verso la scuola in maniera veemente.

Visitata e amata la prima scuola Montessori, cominciai a cercare di capire cosa la rendesse così diversa. Eravamo passati dalle crisi di rifiuto di imboccare la strada per andare alla materna, alle crisi se non poteva andare alla scuola montessori, perché magari era malato!

Non mi posso definire un’esperta di nessun genere, sono una semplice mamma appassionata, ma la mia passione mi ha portato a seguire seminari e convegni e a decidere che i miei bambini avrebbero fatto la Montessori fino a che fosse possibile.
Io e mio marito abbiamo contribuito all’apertura di una delle prime – e ancora oggi rare – scuole medie Montessori, a Como dove vivevamo, proprio per dare ai nostri figli la possibilità di frequentarla.

Maria Montessori era una donna incredibile: ha avuto una vita difficile, ha fatto scelte difficili ma è riuscita a lasciare un’impronta indelebile nel mondo.
In un contesto in cui il destino delle donne era quello di sposarsi e fare le casalinghe, Maria decise di laurearsi e così fece.
Ebbe una vita privata dolorosa, con un figlio fuori dal matrimonio che le fu tolto da neonato. Nonostante ciò, è riuscita a capire i bambini come nessuno mai prima di lei e questo mi affascina moltissimo: ha tratto dal dolore lo spunto per dare al mondo grandi cose.

Maria Montessori si è occupata principalmente di tre cose:

  1. ricerca psicologica,
  2. ricerca pedagogica e
  3. disegno di un metodo

La Ricerca Pedagogica di Maria Montessori

Trovo geniale la sua ricerca pedagogica perché lei non parte da un’esperienza vissuta: ha avuto un figlio ma le è stato impedito di crescerlo e lo ritroverà solo da adulto.

Montessori nei suoi lavori parla di educazione materna e primi anni di vita con alcuni indizi:

  • non si pone il problema di costruire una educazione extrafamiliare con il Nido, infatti il suo metodo comincia con la Casa dei Bambini. Casa dei Bambini e non scuola materna proprio perchè “la scuola materna” deve essere quella che dà la mamma.
  • La Montessori nei suoi scritti ci parla di periodo prenatale e primi anni di vita e lo fa in un momento, i primi del ‘900, in cui non esistevano le ecografie ed era ben diversa anche la conoscenza del prenatale.
    Sostiene che l’educazione cominci dalla nascita: accanto all’educazione intenzionale, ha capito che esiste una educazione non intenzionale, quello che il bambino sente, ascolta, percepisce, l’habitat, la culla, gli oggetti.
  • Dice inoltre che sarebbe auspicabile pensare ad una struttura a sostegno del neonato e della mamma. Sulla base di questo pensiero, venne creato a Roma nel 1961 il Centro Nascita Montessori.
  • Montessori sposa il diritto della donna a coniugare la maternità al lavoro in un contesto in cui la donna doveva essere l’angelo del focolare e sacrificarsi per la famiglia: il lavoro e la maternità erano incompatibili nella famiglia patriarcale del tempo.

La Ricerca Psicologica di Maria Montessori

In quanto medico e scienziato ha fatto dell’osservazione la sua arma. E’ partita dall’osservazione del bambino e ne ha tratto un metodo.

Io ho imparato ad osservare il mio primo figlio solo dopo qualche mese dalla sua nascita: legata agli schemi che mi erano stati imposti o che avevo trovato nei libri, cercavo di imporli su di lui.  Ne nacque una lotta in cui lui, neonato, mi fece capire che non era quella la strada.
Una lezione molto importante che ritrovo nelle scuole Montessori dei miei figli: quando vado a parlare con le loro maestre e i loro professori, mi raccontano di due ragazzi, mi parlano di due persone, vanno oltre la sterile performance del voto.

Una frase che amo molto di Maria Montessori e che con mia gioia ritrovo nei colloqui a scuola è “il bambino è il costruttore dell’uomo”. Ho imparato ad usarla nel mio lavoro di Consulente Professionale IBCLC:

  • l’osservazione è la prima cosa e
  • la seconda è mai sostituirsi nel fare, semplicemente mostrare un sentiero che la mamma possa percorrere in autonomia.

il metodo, che vuole essere un sentiero da percorrere con i bambini

Il metodo Montessori: i suoi principi cardine

Montessori è stata la prima a dire che il bambino ha bisogno:

  • di ordine per essere rassicurato poter esplorare e come condizione per favorire l’apprendimento del movimento e del linguaggio
  • dell’amore per l’ambiente: ne “il segreto dell’infanzia” scrive “il bambino è intelletto d’amore”.

I principi cardine su cui lei basa il metodo:

1. rispetto per il bambino

Rispetto per il bambino: Montessori riteneva che i bambini non fossero rispettati dagli adulti e questo succede ancora.

Gli adulti spesso si aspettando dai bambini che siano rispettosi e che accettino qualsiasi informazione che venga data loro dall’adulto. Il metodo invece lascia che siano i bambini a scegliere gli argomenti che li interessano.

2. “ai bambini va detta la verità ma non tutta la verità”

I bambini così scoprono il mondo intorno a loro: “ai bambini va detta la verità ma non tutta la verità” così che possano avere ancora immaginazione per poter creare e scoprire autonomamente. Questo approccio stimola l’entusiasmo e la curiosità di imparare: ricordo ancora che mio figlio tornava dalla prima elementare e diceva gioioso che la maestra aveva fatto fare loro “le curiosità” sulla foglia.

3. La mente assorbente

I bambini sono in una fase di costante appredimento nella loro vita quotidiana. Quello che assorbono dipende moltissimo dalle esperienze che fanno durante i loro percorsi. Le classi Montessori permettono l’esplorazione libera e quindi l’apprendimento continuo, di modo da trarre il massimo dalle loro esperienze di apprendimento.

4. I periodi sensitivi

I bambini non acquisiscono le competenze tutti allo stesso modo ma hanno delle vere e proprie “esplosioni” che avvengono per ognuno ad età diverse. Ecco perché la maestra montessoriana con l’osservazione può proporre lavori differenziati ad ogni singolo bimbo.

5. L’ambiente favorente

Le classi Montessori sono tutte equipaggiate con dei materiali che sono ad altezza bambino ed a sua disposizione. L’ambiente è appunto un ambiente bello e confortevole e l’ordine è condizione fondamentale per invitare il bimbo ad esplorare.

6. Autoeducazione

La Montessori credeva che i bambini possano auto-educarsi, acquisendo in questo modo abilità utili nel quotidiano. Questo può accadere solo una volta che la maestra ha preparato l’ambiente adatto e lascia il bambino libero di esplorare. L’autoeducazione può essere vista come il fine del metodo stesso: i bambini imparano in gruppi multi età, aiutandosi fra di loro nel processo di apprendimento.

Tutto questo sembra portare dritto dritto alla affermazione che mi viene fatta spesso: insomma, mandi i tuoi figli in un posto dove fanno quello che vogliono, dove vige l’anarchia.

A questa affermazione rispondo con la frase di un bimbo allievo di una scuola Montessori: “Qui non facciamo quello che vogliamo, ma vogliamo quello che facciamo!”

Nel prossimo articolo vorrei raccontarti la mia esperienza di Montessori vista con gli occhi di una mamma.

 

di Katia Micheletti

Consulente Professionale in allattamento materno IBCLC, tutor d’aula, formatrice, mamma

 

immagine: White Bear Montessori School

22 Febbraio 2017

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